Oltre La Dismorfofobia - La Bellezza Abbatte Gli Stereotipi
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Oltre La Dismorfofobia - La Bellezza Abbate Gli Stereotipi - Live Fashion Show Modena 21 febbraio 2026


Ci sono progetti che parlano di bellezza.
E poi ci sono progetti che cambiano il modo in cui la guardiamo.

Nel Live Fashion Show “La Bellezza Abbatte gli Stereotipi” del 21 febbraio 2026, il contributo di Sophia Curvy si inserisce esattamente in questo spazio: quello in cui la moda smette di imporre e inizia ad accogliere.

Selezionato da MOMO Modena Moda School, il brand ha scelto di supportare il progetto mettendo a disposizione i propri capi. Non semplicemente abiti, ma strumenti di rappresentazione. Perché Sophia Curvy nasce da una consapevolezza precisa: troppe donne non si riconoscono negli standard proposti dalla moda contemporanea.

E allora il punto non è più vestire.
È restituire identità.
Nel backstage, questo si percepiva chiaramente. Gli outfit non erano mai neutri: erano parte attiva del racconto. Dialogavano con il make-up, con le acconciature, con il modo di stare in scena. Ogni scelta diventava una risposta a una domanda più grande: come voglio sentirmi dentro questo corpo?

I capi Sophia Curvy accompagnavano le forme senza costringerle, seguivano il movimento senza irrigidirlo. Non cercavano di “snellire”, di “nascondere”, di “correggere”. Facevano qualcosa di più potente: legittimavano.

Legittimavano la presenza.
La fisicità.
La femminilità reale.

Durante la preparazione, si creava una dinamica fluida tra i reparti. Il trucco esaltava l’espressività, l’hairstyle definiva il carattere, e gli abiti entravano in questo equilibrio come elemento di stabilità. Non per uniformare, ma per dare sicurezza. Per permettere a chi li indossava di non pensarsi più “fuori posto”.

E questo cambia tutto.

Perché quando un abito ti rappresenta davvero, il corpo smette di essere un problema da gestire e diventa uno spazio da abitare.

Oltre La Dismorfofobia - La Bellezza Abbate Gli Stereotipi - Live Fashion Show Modena 21 febbraio 2026


Oltre La Dismorfofobia - La Bellezza Abbate Gli Stereotipi - Live Fashion Show Modena 21 febbraio 2026


Oltre La Dismorfofobia - La Bellezza Abbate Gli Stereotipi - Live Fashion Show Modena 21 febbraio 2026


Oltre La Dismorfofobia - La Bellezza Abbate Gli Stereotipi - Live Fashion Show Modena 21 febbraio 2026


Oltre La Dismorfofobia - La Bellezza Abbate Gli Stereotipi - Live Fashion Show Modena 21 febbraio 2026


Le collezioni Sophia Curvy nascono proprio con questo obiettivo: far sentire ogni donna a proprio agio, sicura e riconosciuta, attraverso capi pensati per la quotidianità ma capaci di valorizzare le forme senza compromessi.

In passerella, questo si traduceva in qualcosa di molto semplice e allo stesso tempo raro: naturalezza.

Non c’era tensione nel dover “reggere” un abito.
Non c’era distanza tra persona e immagine.

C’era coerenza.

Sophia Curvy non ha portato solo degli outfit.
Ha portato una visione.

Una visione in cui la bellezza non è una misura, ma una sensazione.
Non è uno standard, ma un’esperienza.

E forse è proprio questo il punto più potente dell’intero progetto:
non cambiare i corpi per adattarli alla moda,
ma cambiare la moda perché possa finalmente accogliere tutti i corpi.

Scopri di più: www.sophiacurvy.com
Oltre La Dismorfofobia - La Bellezza Abbate Gli Stereotipi - Live Fashion Show Modena 21 febbraio 2026


Ci sono abiti che vestono.
E poi ci sono abiti che prendono posizione.
Nel Live Fashion Show “La Bellezza Abbatte gli Stereotipi” del 21 febbraio 2026, il contributo di Valentina Poltronieri non è stato semplicemente stilistico. È stato culturale.

Selezionata da MOMO Modena Moda School, che ha curato la creazione degli outfit delle modelle, Valentina ha scelto di sostenere il progetto mettendo a disposizione i propri capi. Un gesto che va oltre la collaborazione: è un atto di fiducia in una visione condivisa di bellezza, libera da etichette e aspettative imposte.

Il suo lavoro parte da un principio chiaro: l’abito non è decorazione, è struttura.
È linguaggio.
È identità.

Oltre La Dismorfofobia - La Bellezza Abbate Gli Stereotipi - Live Fashion Show Modena 21 febbraio 2026


Le sue creazioni, riconoscibili per l’equilibrio tra geometria, costruzione sartoriale e ricerca estetica, hanno dialogato con ogni elemento della sfilata: i corpi, i volti, i capelli, le storie. Non hanno mai sovrastato, ma nemmeno si sono fatti da parte. Hanno fatto ciò che pochi abiti sanno fare davvero: hanno accompagnato.

Nel backstage, questo si traduceva in una dinamica viva e continua.
Gli outfit non erano “già finiti”, ma in evoluzione.
Un taglio veniva riletto alla luce di un’acconciatura.
Un volume si adattava a un’attitudine.
Un dettaglio prendeva senso solo nel momento in cui incontrava la persona che lo indossava.

È qui che il lavoro di Valentina Poltronieri ha trovato la sua massima espressione: nella capacità di lasciare spazio.
Spazio all’identità.
Spazio alla personalità.
Spazio all’imprevisto.

Perché in un evento che vuole abbattere gli stereotipi, anche l’abito deve smettere di essere uno standard. Deve diventare possibilità.

Oltre La Dismorfofobia - La Bellezza Abbate Gli Stereotipi - Live Fashion Show Modena 21 febbraio 2026


Le sue creazioni parlano di una femminilità consapevole, ma non rigida. Raffinata, ma mai distante. Una femminilità che non chiede permesso, ma nemmeno si impone. Esiste, semplicemente. E proprio per questo, funziona.

Durante la sfilata, ogni look era diverso, ma coerente. Non perché seguisse una regola estetica unica, ma perché rispettava un principio più profondo: autenticità.

Valentina Poltronieri non ha vestito delle modelle.
Ha contribuito a costruire un racconto.

E in quel racconto, ogni abito era una frase.
Ogni dettaglio, una sfumatura.
Ogni uscita, una dichiarazione.
Oltre La Dismorfofobia - La Bellezza Abbate Gli Stereotipi - Live Fashion Show Modena 21 febbraio 2026


Oltre La Dismorfofobia - La Bellezza Abbate Gli Stereotipi - Live Fashion Show Modena 21 febbraio 2026


Oltre La Dismorfofobia - La Bellezza Abbate Gli Stereotipi - Live Fashion Show Modena 21 febbraio 2026


In un mondo che spesso usa la moda per uniformare, il suo lavoro ricorda che la vera eleganza non è mai imitazione.
È riconoscimento.

Di sé e degli altri.

Scopri di più: www.vp-valentinapoltronieri.com
Oltre La Dismorfofobia - La Bellezza Abbatte Gli Stereotipi - Live Fashion Show - Modena 21 Febbraio 2026


Francesco Celino e Jennifer Mancin hanno deciso di essere parte di "La Bellezza Abbatte Gli Stereotipi" non solo con le loro competenze, ma con una presa di posizione chiara: mettere la propria professionalità al servizio di un racconto autentico, dove la bellezza non corregge, ma rivela.

Il loro contributo non è stato un semplice intervento tecnico.
È stato un dialogo continuo, costruito dietro le quinte, in quel luogo invisibile dove prende forma la verità di ogni immagine: il backstage.

Lì, tra pennelli, texture, tessuti e specchi condivisi, si è creata una dinamica fatta di ascolto e confronto. Trucco, parrucco e outfit non erano compartimenti separati, ma elementi in relazione costante. Ogni scelta influenzava l’altra.

Un’acconciatura non nasceva mai da sola.
Nasceva da una domanda: chi è questa persona, davvero?

E così, mentre il make-up definiva luci e intenzioni, e gli outfit costruivano struttura e presenza, Francesco e Jennifer lavoravano sui capelli come se fossero il punto di connessione tra tutto. Non un dettaglio finale, ma un elemento narrativo centrale.

Hanno osservato, adattato, ricalibrato.

Oltre La Dismorfofobia - La Bellezza Abbatte Gli Stereotipi - Live Fashion Show - Modena 21 Febbraio 2026


Ci sono stati momenti in cui un abito richiedeva rigore, ma il volto chiedeva libertà.
Altri in cui il trucco suggeriva forza, e i capelli diventavano il contrappunto, più morbido, più umano.
Il backstage era fatto anche di questo: piccoli aggiustamenti, sguardi complici, decisioni prese in silenzio.

Precisione, sì. Ma mai rigidità.
Il loro lavoro si è mosso su un equilibrio sottile: rispettare la visione d’insieme senza mai tradire l’identità individuale. Perché ogni persona coinvolta non era un “modello” da costruire, ma una storia da accompagnare.

E allora i capelli diventavano gesto.
Movimento.
Carattere.

Non coprivano. Non uniformavano.
Entravano in relazione con tutto il resto.



Oltre La Dismorfofobia - La Bellezza Abbatte Gli Stereotipi - Live Fashion Show - Modena 21 Febbraio 2026


Oltre La Dismorfofobia - La Bellezza Abbatte Gli Stereotipi - Live Fashion Show - Modena 21 Febbraio 2026


Oltre La Dismorfofobia - La Bellezza Abbatte Gli Stereotipi - Live Fashion Show - Modena 21 Febbraio 2026


Oltre La Dismorfofobia - La Bellezza Abbatte Gli Stereotipi - Live Fashion Show - Modena 21 Febbraio 2026


Oltre La Dismorfofobia - La Bellezza Abbatte Gli Stereotipi - Live Fashion Show - Modena 21 Febbraio 2026


Oltre La Dismorfofobia - La Bellezza Abbatte Gli Stereotipi - Live Fashion Show - Modena 21 Febbraio 2026



Oltre La Dismorfofobia - La Bellezza Abbatte Gli Stereotipi - Live Fashion Show - Modena 21 Febbraio 2026


Oltre La Dismorfofobia - La Bellezza Abbatte Gli Stereotipi - Live Fashion Show - Modena 21 Febbraio 2026


Oltre La Dismorfofobia - La Bellezza Abbatte Gli Stereotipi - Live Fashion Show - Modena 21 Febbraio 2026


Oltre La Dismorfofobia - La Bellezza Abbatte Gli Stereotipi - Live Fashion Show - Modena 21 Febbraio 2026


In un progetto che vuole andare oltre la dismorfofobia, il loro ruolo è stato fondamentale proprio per questo: non imporre un’estetica, ma sostenere una coerenza. Non creare bellezza standardizzata, ma rendere visibile quella che già esiste.

Nel caos organizzato del backstage, tra tempi serrati e cambi veloci, Francesco Celino e Jennifer Mancin hanno portato qualcosa di raro: una direzione chiara, ma mai invadente.
E alla fine, ciò che resta non è solo l’immagine.
È la sensazione che ogni dettaglio — capelli inclusi — abbia scelto di dire la verità.

Per scoprire di più: Francesco Celino (Instagram) - Jennifer Mancin (Instagram)



Ci sono musicisti che accompagnano.
E altri che costruiscono l’atmosfera.

Salvatore Grimaldi appartiene a questi ultimi.

Durante l’evento del 21 febbraio 2026, Salvatore Grimaldi ha suonato per tutta la durata della serata, diventando il filo invisibile che ha unito ogni momento, ogni intervento, ogni emozione.

Non una semplice presenza musicale, ma una presenza scenica capace di sostenere, valorizzare e amplificare ciò che accadeva.

In particolare, ha accompagnato al pianoforte l’esibizione di Nicole Curatolo nel brano “Die on this Hill” di Siena Spiro, creando un dialogo delicato tra voce e musica, fatto di ascolto, sensibilità e profondità.

Ha costruito atmosfera, tempo e presenza.
Ogni nota ha reso il momento più intenso, più reale.

Grimaldi Salvatore, in arte Totò, nasce a Modena il 6 dicembre 1978 ed è fisarmonicista, pianista e compositore.

Fin da giovanissimo dimostra un talento naturale: già all’età di sei anni suona ad orecchio qualsiasi brano ascoltato, utilizzando una vecchia fisarmonica del padre. È proprio grazie a questa intuizione che inizia il suo percorso musicale presso la scuola “Wainer Tagliazucchi” di Modena.

Tra i dieci e i dodici anni vince numerosi concorsi musicali e viene notato dal maestro Emilio Crespi, entrando nella sua orchestra e iniziando a esibirsi in tutta Italia. Parallelamente approfondisce anche lo studio del pianoforte.

Giovanissimo, conta già centinaia di esibizioni e importanti riconoscimenti, tra cui il primo posto al concorso italiano di fisarmonica nella categoria under 18 e il secondo posto nella categoria over 18.

Nel 1999 conquista il primo posto al concorso nazionale “fisarmonicisti”, sotto la presidenza del maestro Vladimir Zubitsky, tre volte campione mondiale.

Negli anni successivi si esibisce in televisioni locali, Rai e Mediaset, collaborando con studi di registrazione e portando la sua musica anche all’estero, tra Francia, Spagna, Svizzera e Slovenia.

Nel 2004 ottiene il primo posto al concorso nazionale della fisarmonica ad Ancona con il massimo punteggio e premio della critica, avviando nello stesso anno anche la carriera di docente.

Nel corso della sua carriera ha collaborato con oltre 300 musicisti, tra cui Andrea Mingardi, Iskra Menarini, Rita Pavone, Cristina D’Avena e molti altri, spaziando tra generi e contesti musicali differenti.

Oggi continua a insegnare musica, esibirsi dal vivo e portare avanti un percorso artistico costruito su esperienza, versatilità e sensibilità musicale.

Durante l’evento, la sua presenza non è stata solo tecnica.
È stata emotiva, costante, essenziale.

Perché quando la musica è vera, non accompagna soltanto.
Diventa parte dell’esperienza.

 



Ci sono voci che si ascoltano.
E altre che si sentono.

Nicole Curatolo appartiene a queste ultime.

Giovanissima, ma già con un percorso artistico significativo, Nicole porta sul palco non solo tecnica e preparazione, ma una capacità rara: quella di trasformare ogni esibizione in un momento emotivo autentico.

Durante l’evento del 21 febbraio 2026, Nicole Curatolo ha regalato al pubblico due interpretazioni intense e profondamente diverse, dimostrando versatilità e presenza scenica.

La prima esibizione, accompagnata dal maestro pianista Salvatore Grimaldi, è stata “Die On This Hill” di Sienna Spiro. Un brano delicato, sospeso, che Nicole ha interpretato con sensibilità e controllo, lasciando spazio alla voce e al significato.

A seguire, un cambio di energia: “Unstoppable” di Sia, eseguita insieme alle ballerine della scuola di danza Backstage di Formigine, diretta da Giorgia Grignani.
Una performance corale, potente, dove voce e movimento si sono intrecciati in un racconto di forza, identità e determinazione.



Nicole Curatolo nasce a Bologna il 19 dicembre 2013 e muove i suoi primi passi nella musica partecipando al 62° Zecchino d’Oro con il brano Il Bombo. Successivamente entra a far parte del Piccolo Coro dell’Antoniano, esperienza che la porta anche a esibirsi in contesti di grande rilievo, fino al Vaticano.

Nel 2022 intraprende il percorso da solista, partecipando a diversi concorsi e distinguendosi con risultati importanti, tra cui il Grand Prix al Sanremo Junior.

Nel 2023 viene selezionata personalmente da Piero Chiambretti per esibirsi nel programma La TV dei 101 e nello stesso anno accede all’Accademia del Teatro Sistina di Roma.

Partecipa inoltre a The Voice Kids, entrando nel team di Loredana Bertè e arrivando fino alla semifinale, confermando talento e presenza scenica.

Nel 2024 pubblica il suo primo brano inedito, “Arcobaleni pazzi”, una canzone dal forte valore simbolico dedicata alla pace.

Il suo percorso, ancora agli inizi, racconta già una direzione chiara: quella di un’artista che cresce attraverso esperienze, studio e autenticità.

Sul palco dell’evento, Nicole non ha semplicemente cantato.
Ha dato voce a un’emozione condivisa.

Perché quando la tecnica incontra la verità, la musica smette di essere esecuzione.
Diventa emozione.

Scopri il suo account su Instagram: Instagram Nicole Curatolo


C’è un momento, prima che tutto inizi, in cui il silenzio si riempie di attesa.
Poi la musica parte, il corpo si muove e qualcosa cambia.

È così che Backstage, scuola di danza fondata da Giorgia Grignani, ha aperto l’evento del 21 febbraio 2026, dando il via a “Oltre la Dismorfofobia – La Bellezza Abbatte gli Stereotipi” con un’energia capace di coinvolgere, sorprendere e raccontare.

Sulle note potenti di “Thunderstruck” degli AC/DC, Giorgia Grignani insieme alle sue ballerine ha trasformato lo spazio in movimento, ritmo e presenza. Un flashmob intenso, dinamico, quasi istintivo, che ha immediatamente catturato l’attenzione del pubblico.

A seguire, una seconda esibizione, più intima e profonda, interpretata insieme a Nicole Curatolo sulle note di “Unstoppable” di Sia. Una performance che ha trasformato la danza in un racconto emotivo fatto di identità, forza e consapevolezza.



E nel finale, la magia: uno spettacolo suggestivo con farfalle luminose nel buio, capace di creare un momento sospeso, quasi irreale, lasciando il pubblico immerso in un’atmosfera emozionale intensa e poetica.

Backstage nasce proprio da questo principio.

Due momenti diversi, ma un unico filo conduttore: la libertà di esprimersi.

“Non importa lo stile che preferisci, l'importante è ballare. Il corpo è lo strumento della nostra vita, sta a noi arricchirlo di dolci melodie o di suoni confusi.”

Fondata nel 2004 come Associazione Sportiva Dilettantistica, Backstage è molto più di una scuola di danza. È uno spazio in cui il movimento diventa linguaggio e ogni persona può esprimere le proprie emozioni.

“La danza è una necessità ed un’estasi”: un percorso che unisce disciplina ed espressione, tecnica e libertà, permettendo di crescere, creare legami e sviluppare consapevolezza.

Attraverso il lavoro di Giorgia Grignani e del suo team, Backstage continua a formare non solo ballerini, ma persone.

Perché la danza, come la bellezza, non è un modello da seguire.
È un modo per esistere.

Per scoprire di più: www.backstagedanza.it


Non tutti i videomaker raccontano.
Alcuni riprendono.
Altri costruiscono visioni.

Luca Campanale appartiene a questa seconda categoria.

Film maker con esperienza internazionale, Campanale si muove tra regia, montaggio e narrazione visiva con un approccio che supera la semplice documentazione per entrare nel territorio del racconto cinematografico. Il suo lavoro si distingue per la capacità di trasformare immagini in sequenze emotive, capaci di restare nel tempo.

Nel panorama audiovisivo contemporaneo, dove il contenuto è spesso veloce e immediato, Campanale sviluppa un linguaggio più profondo: costruisce ritmo, atmosfera e significato. Non si limita a registrare ciò che accade, ma lavora sulla percezione, sull’intenzione, sull’esperienza di chi guarda.

Per approfondire il suo lavoro: www.lucacampanale.com

È in questo contesto che si inserisce il suo contributo al progetto “Oltre la Dismorfofobia – La Bellezza Abbatte gli Stereotipi”, dove ha realizzato il cortometraggio e il video ufficiale dell’evento del 21 febbraio 2026.

Il suo lavoro, in questo caso, non si è limitato a documentare un evento.

Ha costruito un racconto.

Attraverso immagini, dettagli e ritmo narrativo, Campanale ha tradotto in linguaggio visivo i valori del progetto: autenticità, identità, verità. Il cortometraggio restituisce una visione coerente e sensibile, capace di accompagnare lo spettatore oltre l’estetica, dentro il significato.

Ogni scelta — dall’inquadratura al montaggio — contribuisce a creare un’esperienza che non si esaurisce nella visione, ma continua nella memoria.

Non si è limitato a riprendere.
Ha costruito un racconto che resta nel tempo.

Guarda i suoi video:


Cortometraggio La Bellezza Abbatte Gli Stereotipi




Evento del 21 febbraio 2026


Modena Moda School dismorfofobia

 






Oltre la dismorfofobia: moda, corpo e identità

Quando la bellezza abbatte gli stereotipi attraverso il design consapevole

Nel progetto “Oltre la dismorfofobia – La bellezza abbatte gli stereotipi”, affrontiamo un tema centrale e delicato: il rapporto complesso tra immagine, corpo e moda.

Siamo Domenico e Tiziano, fashion designer e docenti di Momo School, scuola di formazione professionale per la moda a Modena.
Da anni lavoriamo nella progettazione e nella formazione e sentiamo il bisogno urgente di portare una riflessione profonda su come la moda influenzi la percezione del corpo e dell’identità.

Abbiamo scelto di partecipare a questo progetto perché riconosciamo un problema strutturale nel sistema moda: troppo spesso vengono costruite e diffuse immagini del corpo irrealistiche, che finiscono per incidere profondamente sul modo in cui le persone si percepiscono.

Dismorfofobia e moda: il confronto con un ideale irraggiungibile

Nel mondo della moda, la dismorfofobia emerge quando il corpo reale viene costantemente messo a confronto con un ideale estetico irraggiungibile:
  • silhouette estreme
  • proporzioni alterate
  • immagini filtrate e standardizzate che diventano parametri di valore
Questo meccanismo porta molte persone a percepire il proprio corpo come “sbagliato”, non conforme, da correggere o nascondere, invece che da comprendere e valorizzare.

Viviamo immersi in una forte pressione socio-culturale.
Gli ideali di bellezza promossi dalla moda, dalla pubblicità e dai social media spingono continuamente al confronto.
Immaginari spesso irreali che possono generare insicurezze profonde e una percezione distorta del proprio corpo.

Social media e amplificazione degli stereotipi estetici

I social media amplificano questi modelli, proponendo corpi e volti costruiti, filtrati e lontani dalla realtà.
Il confronto diventa continuo e invasivo, con conseguenze importanti sulla percezione di sé e sull’autostima.

Come professionisti della moda, sentiamo la responsabilità di fermarci e riflettere.
La moda ha contribuito a creare certi immaginari, ma oggi può e deve fare qualcosa di diverso:
diventare uno strumento di consapevolezza e benessere.

Quando la moda esclude invece di rappresentare

Per molti anni la moda ha proposto un’immagine del corpo unica e standardizzata, distante dalla realtà quotidiana delle persone.
Spesso questi immaginari non nascono con cattive intenzioni, ma finiscono comunque per influenzare profondamente il modo in cui ci guardiamo allo specchio.

Quando vediamo rappresentato sempre e solo un certo tipo di corpo, iniziamo inconsciamente a pensare che quello sia l’unico modello possibile.
È qui che la moda diventa pericolosa: quando non rappresenta, ma esclude.

Esistono però esempi virtuosi nel panorama della moda che hanno scelto un’altra strada:
normalizzare la figura umana, accompagnarla invece di costringerla, valorizzarla attraverso linee fluide, proporzioni equilibrate e una bellezza che nasce dall’identità personale.

La moda come strumento di rispetto e autenticità

Questi esempi dimostrano che la moda può scegliere di non falsificare il corpo, ma di rispettarlo, raccontarlo e renderlo forte nella sua autenticità.

La direzione deve cambiare:
non più idealizzare corpi irrealistici, ma raccontare la bellezza reale e imperfetta.

La moda ha un enorme potere simbolico:
può continuare a rafforzare standard irraggiungibili oppure aiutare le persone a esprimere la propria identità autentica.

In questo contesto, la moda non può più essere neutra.
Se da un lato social e immagini costruite amplificano gli ideali estetici, dall’altro design, vestibilità e scelte estetiche possono diventare strumenti concreti per riportare il corpo a una dimensione reale, vissuta e identitaria.

Vestirsi come atto di benessere e identità

Vestirsi non è solo una questione di stile.
Colore, vestibilità, tessuto, ma soprattutto il messaggio dei brand influenzano profondamente come vogliamo sentirci nel nostro corpo.

Indossare qualcosa che ci rappresenta ci fa sentire più sicuri, più autentici.
La moda può aiutarci a scoprire punti di forza nel nostro corpo, spostando l’attenzione dalle “imperfezioni” a ciò che ci rende unici.

Non esistono regole rigide:
ogni corpo è diverso e la moda deve valorizzarlo, non uniformarlo.

Moda ed empowerment: sentirsi belli nella propria pelle

In questo senso, la moda diventa uno strumento di empowerment.
Può aiutarci a sentirci belli e potenti nella nostra unicità, rafforzando autostima e fiducia in noi stessi.

Tutti meritiamo di sentirci a nostro agio nella nostra pelle.

Esplorate la moda come strumento di benessere, non come misura di perfezione.
Siate gentili con voi stessi, accettate le vostre unicità e celebrate ciò che vi rende speciali.

Ogni corpo merita di essere amato, rispettato e valorizzato.

Modena Moda School

Tiziano Riccini e Domenico Di Rosa sono Designer e Founder di Momo School, scuola professionale in campo moda a Modena.
Crediamo nelle nuove generazioni e nell’approccio costruttivo per creare un dialogo creativo e progetti inediti.

Contatti

Sito Web: www.modenamodaschool.it

Telefono: 351 83 33 500

Email: modenamodaschool@gmail.com

Instagram: @modenamodaschool

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Ci sono abiti che vestono. E poi ci sono abiti che prendono posizione. Nel Live Fashion Show “La Bellezza Abbatte gli Stereotipi” del 21 febbraio 2026, il contributo di Valentina Poltronieri non è stato semplicemente stilistico. È stato culturale. Selezionata da MOMO Modena Moda School , che ha curato la creazione degli outfit delle modelle, Valentina ha scelto di sostenere il progetto mettendo a disposizione i propri capi. Un gesto che va oltre la collaborazione: è un atto di fiducia in una visione condivisa di bellezza, libera da etichette e aspettative imposte. Il suo lavoro parte da un principio chiaro: l’abito non è decorazione, è struttura. È linguaggio. È identità. Le sue creazioni, riconoscibili per l’equilibrio tra geometria, costruzione sartoriale e ricerca estetica, hanno dialogato con ogni elemento della sfilata: i corpi, i volti, i capelli, le storie. Non hanno mai sovrastato, ma nemmeno si sono fatti da parte. Hanno fatto ciò che pochi abiti sanno fare ...
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Dismorfofobia e disabilità: il corpo tra visibilità, stigma e identità

  Il corpo non è mai solo un insieme di funzioni. È il luogo in cui abitiamo, comunichiamo, veniamo riconosciuti. Quando una persona vive una disabilità, il corpo diventa spesso oggetto di sguardi, giudizi, aspettative. In questo contesto, la dismorfofobia può trovare spazio, non perché la disabilità sia un “difetto”, ma perché lo stigma sociale può alterare profondamente il modo in cui una persona impara a vedersi. Parlare di dismorfofobia e disabilità significa spostare l’attenzione dal corpo “da correggere” allo sguardo che lo valuta. Disabilità e immagine corporea La disabilità può essere congenita o acquisita, visibile o invisibile, stabile o evolutiva. In ogni caso, il corpo viene spesso percepito come “diverso” rispetto a una norma implicita. Questo può influenzare l’immagine corporea, soprattutto in una società che valorizza l’efficienza e la prestazione. La dismorfofobia non nasce dalla disabilità in sé, ma dalla pressione a conformarsi a modelli corporei che escludono la ...
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Nicole Curatolo: una voce giovane che racconta emozioni autentiche

  Ci sono voci che si ascoltano. E altre che si sentono. Nicole Curatolo appartiene a queste ultime. Giovanissima, ma già con un percorso artistico significativo, Nicole porta sul palco non solo tecnica e preparazione, ma una capacità rara: quella di trasformare ogni esibizione in un momento emotivo autentico. Durante l’evento del 21 febbraio 2026 , Nicole Curatolo ha regalato al pubblico due interpretazioni intense e profondamente diverse, dimostrando versatilità e presenza scenica. La prima esibizione, accompagnata dal maestro pianista Salvatore Grimaldi , è stata “Die On This Hill” di Sienna Spiro . Un brano delicato, sospeso, che Nicole ha interpretato con sensibilità e controllo, lasciando spazio alla voce e al significato. A seguire, un cambio di energia: “Unstoppable” di Sia , eseguita insieme alle ballerine della scuola di danza Backstage di Formigine , diretta da Giorgia Grignani. Una performance corale, potente, dove voce e movimento si sono intrecciati in un...
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Dismorfofobia e Disturbi del Comportamento Alimentare: quando lo sguardo sul corpo diventa una prigione

Guardarsi allo specchio dovrebbe essere un gesto neutro, quotidiano. Eppure, per molte persone, quello specchio diventa un giudice severo, incapace di restituire un’immagine reale. Nel dialogo silenzioso tra chi soffre di dismorfofobia e chi convive con un disturbo del comportamento alimentare (DCA), il corpo non è mai solo un corpo: è un territorio di conflitto, di controllo, di paura. Dismorfofobia e DCA sono due condizioni diverse dal punto di vista diagnostico, ma profondamente intrecciate sul piano emotivo e psicologico. Capire il loro rapporto significa andare oltre il peso, le misure o le calorie, e iniziare ad ascoltare ciò che il disagio corporeo sta cercando di dire. Cos’è la dismorfofobia, in breve La dismorfofobia, o Disturbo da Dismorfismo Corporeo, è una condizione psicologica caratterizzata da una preoccupazione intensa e persistente per uno o più difetti percepiti nel proprio aspetto fisico. Difetti che, agli occhi degli altri, risultano minimi o inesistenti. Chi ne sof...
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© Oltre la Dismorfofobia – La Bellezza Abbatte gli Stereotipi.
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